Grandi Artisti Italiani - Live Collection@RSI

Grandi Artisti Italiani - Live Collection@RSI


Numero risultati per pagina
Ordina per

Domenico Modugno ha caretterizzato le sue composizioni con una marcata vena emozionale, andando spesso a ricercare gli affetti più intimi pe narrarne, con melodie dolci e malinconiche, le sofferenze e le nostalgie.

In questo concerto alla RTSI,ora Radiolevisione Svizzera, del 7 gennaio 1981, è presente buona parte dei grandi successi ottenuti in tanti anni di carriera, alcuni dei quali davanti alle platee di tanti Festival di Sanremo. Si alternano così motivi storici come “ Volare “, “ Piove “ , “ Vecchio Frack “, “ La lontananza “ e “ Meraviglioso “, ad altre interpretazioni in dialetto napoletano.

Una bella occasione per rendere omaggio a un grande Artista .

9,90 € *

Questa raccolta testimonia come Il crescente successo di Lucio Dalla sia da attribuire a convincenti performance live come questa del dicembre 1978 , periodo in cui l’ Artista raccoglieva i frutti dei semi gettati sin dall’ inizio del decennio. In questo concerto Dalla è sostenuto dal nucleo originario degli STADIO e dal chitarrista Ricky Portera.

 

 

9,90 € *

Eleganza e qualità sono due degli elementi che caratterizzano questo splendido concerto di Ornella Vanoni registrato nel Maggio del 1982. Qui l’artista propone il suo repertorio classico ed alcuni meravigliosi medley esprimendo le sue abilità vocali con interpretazioni epiche arricchite da raffinati arrangiamenti della band.

 

 

9,90 € *

Questa registrazione del marzo 1983 è l’ esibizione che Pino Daniele ha tenuto negli studi della RTSI , ora RSI Radiotelevisione Svizzera . Il gruppo presente con lui sul palco (Esposito, Zurzolo, Amoruso, De Piscopo) è quello a cui Daniele ha legato una delle svolte fondamentali della sua carriera artistica. Il documento evidenzia le qualità tecniche ed emotive della musica di Pino Daniele. Colpiscono particolarmente la ricerca armonica e ritmica, elementi che concorreranno ad accreditarlo , oltre che press oil grande pubblico, anche tra gli addetti ai lavori come un musicista di respiro e rilievo internazionale. E’ qui che si intravedono le influenze jazz coesistere con le radici della cultura partenopea, I cui notevoli frutti saranno più chiaramente percepibili nel lavori degli anni a venire . Questa registrazione è testimonianza di un concerto che presenta la fotografia di un momento iportante davvero speciale, della carriera di Pino Daniele .

 

 

 

 

 

 

 

 

9,90 € *

Gianni Morandi è un “ personaggio” popolare, che va decisamente oltre il semplice ambito musicale. Le sue performance dal vivo sono degli spettacoli in cui la simpatia del “ bravo ragazzo” è contagiosa. Nei primi anni ’80 il cantante emiliano iniziò ad orientare la propria maturità artistica, arricchendo le esecuzioni con elementi nuovi. Questo concerto del luglio 1983 (registrato per la RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera  ne è evidente e preziosa testimonianza. Esecuzioni pulite, raffinate (mai esagerate), ma al tempo stesso decise e convincenti, con una scelta dei brani prevalentemente orientate alle produzioni discografiche di quell periodo. La presenza di Fiordaliso, con cui Morandi duetta in due brani, impreziosisce le registrazioni.

 

 

 

9,90 € *

Constantemente in bilico tra quegli splendidi acquerelli di vita quotidiana che mettono a nudo fantasticherie miste a piccole debolezze e la straordinaria capacità musicale che si evolve fino a fare del jazz la colonna sonora preferita, Paolo Conte è certamente uno dei più raffinati intepreti della nostra canzone d’ Autore.Dalla sua Asti ha ereditato l’ attenzione pe ril mondo contadino con le abitudini e le diffidenze per le novità, ma ha anche saputo cogliere l’ aspirazione piccolo Borghese della provincia e la disillusione che spesso ne deriva. In questo concerto tenuto per la RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera , nell’ Aprile 1988, Paolo Conte presenta il suo repertorio di questi ultimi anni, tratto da album fondamentali come l’ Aguaplano “ che è il lavoro più recente fino a quel momento, Paolo Conte (1984) da cui estrapola le splendide “ Sotto le stelle del jazz “ e “Appunti di viaggio “ (1982) a cui si devono “ Diavolo rosso”, e Hemingway “, “Lo zio “ e “ Dancing”. Ad esse si aggiungono classici di sempre come “ La ricostriuzione del Mocambo ” e “ Max “ fino a creare un documento significativo che rende giustizia alla sua introspezione ed alla sua ironia.

 

 

9,90 € *

Nel fertilissimo panorama beat della metà degli anni Sessanta, I primi gruppi di casa nostra cercavano confusamente una propria strada e originalità.

Francesco Guccini era già lì a illuminare nuove direzioni con le sue canzoni dal testo impegnato e dirompente, a stupire un pubblico ancora obnubilato da motivi melodici melensi e privi di nerbo.

In breve diventa un riferimento sempre più preciso e compatto di un’ avanguardia desiderosa di sentir cantare le proprie ansie e le proprie utopie. In questo concerto tenutosi all’ RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera del 1982, Guccini percorre proprio I tempi dei suoi inizi, riappropriandosi di canzoni che avevavo dato il grande successo ai  Nomadi: “ Canzone per un’ amica “ “ Auschwitz “e soprattutto “ Dio è morto “, una specie di decalogo laico che ha fatto fremere un’intera generazione. Ad esse si uniscono altri classici di sempre come “ Il vecchio e il bambino” , “ La locomotiva “ e Bologna, tratto da “ Metropolis “ , fino ad allora l’ ultimo suo lavoro. Un’esibizione preziosa per la praticolarità dei brani scelti e per la vena giocosa che ha saputo coinciliare.

9,90 € *

Un concerto “patinato “ dai colori pastello. Un rècital che è nello stesso tempo il racconto di una storia tormentata eppure ricca di suggerimenti. In questo documento video. Mia Martini racconta i dieci anno probabilmente più importanti del suo “ viaggio “ d’ artista. Dai grandi hit di classifica alle scelte coraggiose della canzone d’ autore, la smisurata interprete calabrese ha anche il tempo di rimettersi in discussione come cantautrice. Lo fa per amore e per orgoglio” stanca”, come dice lei, “ di essere considerata solo una voce senza cervello “. Storia beffarda la sua. E ricca di chiaroscuri, di zone d’ombra, di acuti contrasti. E di assurdo pregiudizio che solo la stupidità italiana ha potuto trasformare in tragedia e poi nella farsa di un funerale –spettacolo. “Fango e Stelle“, per dirla come Ruggeri, uno dei suoi amati amici cantautori. In questo concerto, registrato nel 1982 alla RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera, Mia Martini è assai lontana del personaggio anticonformista e trasgressivo degli esordi. Look griffato, curato da Pia Rame, colori tenuti in forte contrasto con le tinte noir del periodo freak. Ma grinta e sensibilità restano immutate.

Intatte come la prima volta . Un viaggio musicale che rende anzitutto omaggio ad uno dei suoi lavori più belli di successo, quel Nel mondo, una cosa, che nel 1972 meritò il Premio della Critica fra i migliori album della stagione.

Le origini della grande popolarità di Mia martini sono tutte lì, scandite dalla leggerezza di Piccolo uomo, exploit del Festivalbar 1972, dalla lieve malinconia di Amanti , la sua prima collaborazione con Maurizio Fabrizio, e soprattutto da Valsinha, il suo primo incontro con la poesia di Vinicius De Moraes, il repertorio, in quelli che furono gli anni più generosi della sua carriera, sono storie di vita vissuta, che la coinvolgono a tal punto da suggerire definizioni quasi avanguardistiche, improponibili in altri tempi. Per la prima volta, la critica parla di “ interprete d’ autore “, osservando come i testi,  sebbene altrui, siano fatti proprio dalla potenza evocatrice di una voce che fu sempre “ d’ amore “.

Restano di lei alcune gemme memorabili in un panorama, come quello dei primi anni Sessanta, che alle donne, Mina esclusa, concede poco quanto nulla. Un emblema di quel periodo resta Minuetto , nuova consacrazione al Festivalbar 1973, che un’ ispiratissimo Califano fonda sui ritmi di una quotidianità difficile, consumata nel tormento, quasi masochistico, di un amore degradato e degradante. Si delinea in quel repertorio lo scenario di molte sue canzoni future. Diario di amori quasi sempre irrisolti, vissuti all’ ombra di uomini prepotenti e vigliacchi. Testi disperati si alternano a squarci improvvisi di sole, cantati nell’ attesa di una  serenità che è prossima a venire , ma anche disillusa . “ Stelle nelle tasche più non ho “ . recita “Inno “, il suo “ quadro incompiuto “ dell’ estate 1974. Poi, tre anni dopo, la svolta.

L’ approdo con Charles Aznavour, all’ Olympia di Parigi(dove esegue per la prima volta Just the way you are , del suo mito Billy Joel), è solo in apparenza un vertice invidiabile .L’ incontro, umano e artistico, con Ivano Fossati le apre uno scenario meraviglioso, ma non scevro di dolore . E Mia deve ripartire da zero, scalciando contro se stessa  e il suo passato come nella copertina dell’ album Danza. Prezioso atto d’ amore di Fossati, il concept , datato 1979, si snoda attraverso testi importanti e melodie ora lievi ora quasi hard. Tre fra gli episodi più significativi del lavoro, Danza, Vola e La costruzione di un amore, sono rivissuti i questo concerto, dove figura , quasi integralmente, anche il suo primo album come cantautrice Mimì , uscito dopo due anni di straziante silenzio. “ Canto per chi mi ha tradita e poi ripresa, Chi mi ha lasciato troppe volte, chi mi ha offesa. Adesso, chi può farmi male? Ora che io so camminare…, sussurra in E ancora canto e Sono tornata, dove quel camminare era in origine  “ perdonare “ . Stai con me, Ti regalo un sorriso e Nanneò ( anche qui volutamente senza testo , ad oggi inedito:  “ nasce dai fianchi delle chitarre e dalle ceneri delle guerre, dalle bandiere, dalle fanfare il giorno che verrà “ ) sono gli accenni più solari e leggeri di un album vissuto come una rinascita. E non finisce mica il cielo , ultimo canto d’ amore di Fossati , è negli intenti dell’ autore, un prosieguo de La costruzione di un amore (l’ anello di congiungimento) è nei versi finali : “ e intanto guarda quest’ amore / chi si fa grande fino al cielo/ come se dopo tanto amore bastasse ancora il cielo “).  Il brano si impone al Festival di Sanremo del 1982, vero spartiacque in una rassegna che, a quindici anni del caso Tenco, rende onore alla canzone d’ autore con un premio oggi doverosamente intestato al nome di Mia martini. Cancellato il debito della critica, il tributo d’ amore del suo pubblico resta, fortunosamente, inalterato e commosso. Appena velato di malinconia per “ un’ assenza che non ci lascia mai “ .

 

 

9,90 € *

Verso la metà degli anni settanta, i Matia Bazar sono una delle realtà più interessanti che escono dal crogiolo, creative del capoluogo ligure. Innamorati del rock progressive, che in quegli anni si impone grazie al suono di alcune band dell’area anglosassone, i cinque ragazzi genovesi tentano un’operazione di contaminazione di quella musica con una certa avanguardia e lo spirit un po’ più vacuo del pop.

 

 

 

I primi lavori sono lunghe canzoni in cui il sound progressive si mescola sapientemente alla splendida vocalità della front woman, Antonella Ruggiero; quelli successive concedono qualcosa di più all’easy, pur mantenendo una certa tensione. In questo concerto, tratto da una serata registrata nel Maggio del 1981 per la RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera , I Matia Bazar ci regalano alcuni brani concepiti con entrambe le caratteristiche e danno occasione di venire a conoscenza di quel repertorio che fa probabilmente capo al periodo migliore della loro carriera

9,90 € *

Caratterizzato fin dagli inizi come cantautore dalla marcata vena esistenziale, Gino Paoli è uno dei più longevi ambasciatori di quella “ scuola genovese “ che tanto deve alla canzone d’ autore francese. Interprete e traduttore dei più cristallini successi di personaggi come Brel e Ferrè, Paoli ha via via creato canzoni destinate a diventare dei classici. In questo concerto registrato per la RTSI , ora RSI Radiotelevisione Svizzera il 25 novembre 1980, Gino Paoli ripercorre i suoi successi di sempre, a partire proprio da “ La gatta” (la prima canzone che l’ ha fatto conoscere) fino a “ Sapore di sale “ (il suo pezzo più famoso in assoluto), passando attraverso “ Senza fine “, “ Sassi “  , “ Che cosa c’è “ e altri ancora che tracciano la sua evoluzione compositiva. Come in ogni concerto che si rispetti , Paoli non rievoca lo standard della canzone originale, ma improvvisa, si perde quasi nel parlato per riprendere poi il tema nella sua dinamica più nota e raccogliere gli applausi di un pubblico appagato .

 

9,90 € *

Poeta di strada, cantore delle speranze e delle sofferenze della povera gente, non dir ado emarginata, Enzo Jannacci è l’artista dialettale Milanese per eccellenza degli anni sessanta. Spesso aiutato nelle composizione dei suoi primi lavori da Dario Fo e Fiorenzo Carpi, troverà via via una sua strada precisa che svilupperà anche in lingua italiani negli anni a venire.

In questo concerto tenutosi a Lugano per la RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera nel dicembre 1986, Jannacci presenta con la ironia e propensione giullaresca alcuni consueta suoi classici che mescola alle novità del momento. Lo sostiene un’ orchestra formata da amici di sempre che lo imbecca e gli permette tutte le divagazioni possibili. Le sue canzoni, come necessita un concerto dal vivo, non seguono I crismi con cui sono state originariamente registrate, ma trovano nuova vita e verve nell’ improvvisazione continua e nel colpo di genio del momento. Sfilano così L’ Armando, Vincenzina e la fabbrica, Mario, Son s’ ciopà, Vengo anch’io e naturalmente quella sorta di manifesto giovanile che fu El purtava i scarp de tennis.

9,90 € *

In questa raccolta i più grandi successi di Fausto Leali. Un doppio CD che va ad aggiungersi alla già ricca collana “Il meglio di”. Ventiquattro brani da non perdere, da “A chi”, a “Mi Manchi” passando da “Io Amo”, “Ti lascerò” e tantissime altre hit.

6,90 € *

 

 

 

 

9,90 € *

Tra i personaggi musicali anni ’70 Edoardo Bennato è fra coloro che più ne mantengono vivo il ricordo.

Peraltro anche tanti giovanissimi d’ oggi rimangono affascinati dalle sue canzoni, perché la musica di Bennato e gli argomenti di cui canta sono sempre attuali.

Le canzoni di questo concerto , tenutosi presso gli studi della RTSI, ora RSI Radiotelevisione Svizzera nell’ aprile Del 1979, presentano il volto più noto di Edoardo Bennato , canzoni che appartengono alla storia della musica italiana. L’ arma vincente dell’ Artista , come emerge chiaramente da questo “live “, è l’ essenzialità delle sue composizioni ed interpretazioni. Un documento musicale che ha un valore particolare, anche in considerazione del fatto che non esistono altri “ live “ del Bennato di quel periodo.

Un’occasione per recuperare un momento importante di musica italiana .

 

 

 

 

 

 

9,90 € *
*

Prezzi IVA inclusa più spedizione